martedì 15 dicembre 2009

Caso Radio Radicale, denaro pubblico speso bene

Forse sì, ma non abbastanza in tempo. A Roma da una parte si approva un emendamento alla Finanziaria largamente condiviso per accantonare i fondi destinati al rinnovo della convenzione con Radio Radicale per i suoi servizi parlamentari (e per il suo impareggiabile archivio online informativo, processi, interviste, convegni, documenti introvabili).

Dall'altra però le banche che anticipano i soldi alla Radio non ritengono sufficiente un accantonamento e chiedono un atto legislativo che contenga lo stanziamento effettivo del finanziamento. Altrimenti non anticipano nulla, e la Radio non può lavorare.
L'idea che Radio Radicale possa scomparire è un incubo per la democrazia e per l'informazione italiana.
La posta in gioco è continuare ad assicurare una funzione pubblica da decenni fornita ai cittadini e alle istituzioni, in una situazione in cui nessun altro svolge lo stesso servizio alle stesse condizioni, come dimostrano gli attestati provenienti dal mondo accademico, giornalistico e anche politico. Qui tutti i dati del dossier sul perché la convenzione con Radio Radicale (parliamo di convenzione e non, si badi bene, di finanziamento a Radio Radicale) voglia dire soldi pubblici spesi bene.
Per la cultura, per l'informazione, per la democrazia. Per la Trasparenza del Potere politico, giudiziario, mediatico.
Speriamo che a Roma agiscano e approvino il rinnovo della convenzione in tempo utile, cioè nel decreto "mille proroghe" che verrà firmato entro il 31 dicembre...
Di seguito la conferenza stampa di Bonino, Bordin e Staderini tenutasi martedì e registrata online su radioradicale.it. Non dura tanto e vi chiarisce tutti i contorni della questione.

mercoledì 9 dicembre 2009

Tra le rovine di Sodoma

grazie di esistere a Massimo Bordin e a Radio Radicale,
l'intelligenza libertaria per capire e sfidare il Regime,
il servizio pubblico che cerca di farti comprendere anche il mondo fuori dal Palazzo







Per chi pensa che dalle rovine ancora fumanti della Sodoma biblica
possa sortire una chiave d'interpretazione del presente
e tralascia invece l'eterna soddisfazione degli istinti umani
nel sovvertire e trasgredire.
Per coloro che ritengono questa l'era di merda
e ieri l'età dell'oro.
Per chi, la merda, la vede dappertutto, tranne che nel posto più vicino a sè.
Per chi non ha narici per esercitare l'olfatto
e crepa dalla voglia di additare il misfatto
la circoncisione del pensiero, lo sverginamento della purezza primigenia.
Insomma, per chi non è libero e non lo sarà mai
si rinfranchi nell'ironia planetaria e potrà respirare un po' di ossigeno
sopra i turbamenti e i tradimenti
degli uomini e della magia.

sabato 5 dicembre 2009

IL FUORI ONDA DEL PICCOLO PADRE (di Stefano Benni)

fa collassà.... di Stefano Benni sul Manifesto del 4 dicembre '09

Scena: la basilica di San Pietro. Una strana sagoma avvolta in un mantello nero striscia fino ai confessionali. Si toglie il mantello. È il premier Berlusconi Si mette un cuscino sotto le ginocchia e accosta il volto alla grata.
-Padre, mi devo confessare.
-Parli pure cavaliere: ancora quella storia delle escort ?
-No padre, quella è roba da niente. Mi sta capitando qualcosa di molto più grave.
-Non si preoccupi. Se le leggi degli uomini prevedono indulgenze e scappatoie, anche la legge di Dio perdona. Diciamo che una bella offerta alla Opus Dei vale quasi come un lodo Alfano.
-Qui non è il solito bieco complotto di altri , stavolta il problema è dentro di me...
-Non capisco...plane et aperte loqui, nec de re obscura
-Non parli come una toga rossa. Padre. Io ho scoperto che...che. ..
-Ebbene parli pure presidente, non esiti, si liberi del suo avviso di garanzia celeste...del suo peso, insomma
-Io ho scoperto...di essere comunista...nel senso peggiore del termine... direi quasi..stalinista, ecco.
-Ma è impossibile!
-È un incubo. È cominciato tutto con Putin. Lei non lo conosce, è un figo irresistibile, un vero leader, lui sì che può fare tutto senza rendere conto a nessuno. Ad esempio non dice «frequento casualmente le escort» dice proprio «sono un puttaniere». Lui i giornalisti rompiballe li fa star zitti davvero. Lui fa patti con la mafia e nessuno gli chiede perché, mentre a me mi mettono in croce . Insomma, quando vado in Russia e mi metto il colbacco fino ai piedi, mi sento a casa e non vorrei più venire via...
-Ma io pensavo che le piacesse l'Italia...
-L'Italia è un paesucolo irriconoscente che non sa riconoscere la mia grandezza. Putin è come me, viene dal mondo del lavoro, ha mandato avanti un azienda con milioni di impiegati, il Kgb. È un uomo generoso, mi ha regalato un letto a tre piazze, anzi come ha detto lui, a tre piazze Rosse. È un leader pieno di humour e non deve spiegare le sue battute come devo fare io in Italia. Ma soprattutto lui e gli altri dittatori dell'est hanno il consenso popolare congelato. Come dice giustamente il compagno Napolitano, se hanno la maggioranza, nessuno li tocca. Ma anche se hanno la minoranza, o un trenta per cento come me, nessuno può rimuoverli. Possono anche truccare le elezioni, se vogliono. Lì l'immunità è una cosa seria. E hanno quei bei mausolei, quelle statue gigantesche,come piace a me...
-Eppure una volta ce l'aveva a morte con loro.
-Sì padre, ma in realtà. io ce l'ho con tutti quelli che contestano l'intoccabilità divina del mio potere. Li chiamo comunisti, ma andiamo, non ci crede più nessuno. Il vecchio comunismo io l'ho studiato, era un'azienda seria, una holding di potere efficientissima, Senza tempi morti, e camere e senati e Fini e Casini tra i piedi. Avevano una formidabile polizia segreta, mentre io mi devo accontentare di qualche giornalista spia. Gli intellettuali si potevano strozzare e nessuno diceva niente. Un solo partito monolitico e nazionalista del nord-est , altroché l' appoggio della Lega. Mentre io devo fingere di essere democratico, è uno sforzo che mi spossa...
-In effetti lei mi sembra un po' stanco...
-Stanco? Non ne posso più. Ma guardi se Stalin aveva i miei problemi con le donne! Mica doveva versare gli alimenti alla moglie. E se aveva un alleato infido chiamava Berija e trac, sistemato. Io chi mando a sistemare Fini? Bondi che lo tortura con le poesie?
-Cavaliere, lei sta dimenticando che il comunismo era ateo...
-Certo, e infatti non si perdeva tempo ogni giorno coi problemi della libertà di coscienza e le staminali e il crocefisso e i matrimoni gay, che palle. Il futuro è a est, padre! Il futuro è dei Lukashenko di Aliyiev e Nazarbajev. Veri virili tirannelli che non devono rendere conto a nessuno, nemmeno, scusi, a voi del Vaticano...
-Ma che eresie dice!
-Padre, la Russia è il paese per far soldi! Lì hanno il gas. Io vado pazzo per il business del gas. Quei meraviglioso gasdotti, li voglio tutti. Altroché ponte di Messina, io faccio un ponte - gasdotto dalla Sicilia a Berlino. E da lì ,abbiamo davanti solo la Polonia...
-Questa l'ho già sentita
-Insomma, cosa dovrei fare? Il mondo non mi ama. L'America ha eletto un negretto che ce l'ha su con ogni forma di privilegio economico, i giornali europei ci sputtanano ogni giorno, la Cina con la pena di morte ci batte in sicurezza il Giappone sta comprando le televisioni di tutto il mondo e tra poco dovrò sostituire Minzolini con una geisha. Ci resta solo la gloriosa Russia erede dello stalinismo, nuova culla del capitalismo. La Russia dove la povera gente è bastonata da anni, abituata al freddo, alla fame, alla sofferenze. Non hanno tante pretese come da noi. Da loro se hanno due milioni di disoccupati ,neanche ci fanno caso. E poi hanno il calcio migliore. Il Chelsea di Abramovic e le squadre siberiane giocano meglio del Milan. No , padre è ora di cambiare!
-E cioè?
-Uscirò dalla Nato e chiederò l'annessione alla grande madre Russia. E fonderò in Italia il partito unico obbligatorio, il partito berluscevico. Ho già un programma: Fini e Di Pietro in manicomio , chiusura dei giornali, dei sindacati e un milione di betulle al posto dei tribunali. Finalmente il mio grande destino sta per compiersi! Maledetti ingrati, non mi scaricherete! Io Silvio il piccolo padre, lo zar, l'uomo di acciaio...
-Lei ha le idee confuse, si calmi...
-Non parli così, o dovrò considerarla un disfattista al servizio della controrivoluzione internazionale. Il partito berluscevico farà giustizia dei traditori come lei. La mando a fare il parroco a Omsk o a Imola. La strozzo con le mie mani!
-Quand'è così la assolvo.
-Grazie padre. Allora, posso far fuori Fini?
-No
-Posso mandare i carri armati contro il No B-day?
-No, si faccia insegnare le nuove strategie di piazza da Putin.
-Lei è veramente un ottimo consigliere. Allora da domani io sono ufficialmente lo zar Berluskonovic. Io ho fatto molto contro i comunisti, quindi posso anche essere un po' comunista, io ho fatto molto contro la mafia, quindi...
-Basta così cavaliere, il suo tempo è scaduto. Dopo di lei c'è Rutelli, quello parla per tre ore e mezzo. La assolvo. Tre pater tre ave e tre milioni di euro sul nostro conto a Ginevra. Vada con se stesso...
-Grazie padre. È bello sapere che c'è un luogo ove confidarsi senza trovare sui giornali o in video tutto quello che hai detto. La ringrazio di avermi ascoltato, padre... posso sapere il suo nome?
-Padre Registro... dell'ordine dei Beati Microfonati...
-Che strano nome. Beh, arrivederci, anzi amen, anzi dasvidania...
Il cavaliere se ne va. Dal confessionale escono due tecnici con telecamere e registratori, e un sacerdote trionfante, che subito parla al telefonino:
-Santità? Santità? Buone notizie. Anche noi, finalmente, abbiamo un fuori onda!

lunedì 23 novembre 2009

Il computer di Brenda: suggestioni

conclusione 1a: e se il computer di Brenda fosse stato lasciato nell'acqua del rubinetto proprio per essere trovato?
Se l'apparentemente inefficiente atto dell'annacquamento fosse un modo per far trovare i video sputtananti che - forse - si trovano all'interno?
Strategia del triplo gioco, gioco di specchi:
- il computer viene annacquato per distruggerne la memoria: felici i presunti assassini di Brenda, felici i mandanti che non vengono più sputtanati. Questo è il primo livello dell'interpretazione (per inquirenti, giornalisti, opinione pubblica)
- il computer però non si distrugge con le formattazioni o con l'acqua, ci vuole una bomba per davvero. Chi lo ha fatto questo lo sa, oppure è un idiota.
- Chi lo ha fatto non è un idiota, ma vuol passare da idiota. Vuol sembrare idiota, in modo che coloro che non sono ingenui riescano a comprendere che non hanno di fronte un idiota, a non farsi bastare la percezione di aver di fronte un idiota. Con quale scopo? Creare casino, confusione, dubbi eterni. Misteri, misteri italiani. Modus operandi contorto, linearmente contorto, dannatamente spiazzante, sempre irraggiungibilmente incomprensibile. Un noumeno sfuggente dell'agire criminale. Raffinatissimo, ormai teorizzato anche nei libri di scuola per non dire nei romanzi, ma ancora dotato di pragmatica utilità.

Chi compie questo triplo balzo concettuale, furbo-idiota-furbo, può essere una chiave interpretativa per un quadro situazionale molteplice. E questo quadro può crearlo, in maniera alternativa o persino contemporanea. Con queste variabili:
- Ha voluto far trovare il computer, pur se ammaccato-annacquato, perché non ci sono video sputtananti all'interno: ma vuole seminare il timore, il dubbio, l'ansia nei ceti che contano. "Qui ci sputtaniamo tutti". Destabilizzare. Sul nulla.
- Ha voluto far trovare il computer e i video sputtananti. Che ora sono in mano agli inquirenti, ma anche in mano a X.
- Ha voluto far trovare agli inquirenti solo alcuni video sputtananti, i meno potenti. Le bombe più grosse ce le ha lui. E le continua ad avere.
- X poteva avere i video sputtananti senza uccidere Brenda, ammesso che la abbia uccisa. Ma la uccide perché così lo sanno tutti, e lo fa così per lasciare in giro il computer. Monito. Perché così chi deve tremare trema.

conclusione 1b: il computer di Brenda, lasciato a mollo per crescere come una muffa del male, è un simulacro del ricatto. Badate, non è un ricatto, ma è un simulacro del ricatto. Significa che potenzialmente può essere anche innocuo, o parzialmente innocuo. Ma una muffa crea paura, irrazionale paura, pure se è la muffa del gorgonzola. E la paura, si sa, destabilizza.

conclusione 2: il computer potrebbe essere un avvertimento. Guardate che i video e il materiale che ci serviva ce li siamo presi. Vi lasciamo le briciole, così sapete che la chiacchiera dei video è vera.

conclusione 3: il computer è vuoto, non c'è nulla dentro. Non c'è più nulla neanche in giro, tutto bruciato, cancellato, finito per via della paura di chi deteneva il materialaccio. Paura di vendette, paura di indagini dopo il caso Marrazzo, paura di fare la fine dei presunti ricattatori in divisa. Computer simulacro dell'ansia perversa, dell'affannarsi sul nulla. Non c'è nulla dentro, non c'è più nulla in giro. Ma ci potrebbe essere. Brenda immolata sull'altare del condizionale che fa tremare le gambe.

ultima conclusione, la basilare: il computer è nucleo fondante di catene logiche contraddittorie e convergenti. Muffa informatica generata per creare incertezza e indefinitezza. Ha talmente tanti significati che nessuno, ammesso che riesca ad afferrarne la gran parte, può scegliere con sicurezza il più logico. Chi lo ha messo nel lavandino, ha la passione dei rebus. E dei burattini.

mercoledì 18 novembre 2009

La fede nel mio popolo: persa assieme alla fiducia ma che rimane?

Paradisi fiscali per ricchi miliardari e inferni del lavoro per i piccoli non risparmiatori. L’acqua diventa privata, e così ci hanno tolto anche le mutande. Restare nudi e indifesi, nella euroregione dell’Impero, non è piacevole.
Ci hanno tolto l’acqua e ci hanno dato in cambio le percentuali dei redditi scudati, ma i miliardari scudati dovranno dichiarare il loro nome solo se investono in attività di impresa. Se investono in finanza, nel cancro della finanza, nella nullificazione dell’eterno denaro, no (bella puntata di Report, qui).
Arrestano i mafiosi, ma gli permettono di ricomprarsi i beni che gli sono stati confiscati dallo Stato.
Il diritto fa acqua da tutte le parti, i tempi lunghi dei processi aiutano i disonesti e frustano i giusti. Che giustizia è? E’ una giustizia lenta, velocizziamola per il processo giusto. Però non in mio nome, ma nel nome del signore di Palazzo.

Le fabbriche chiudono se vanno male, chiudono se vanno bene. Chiudono il diritto in faccia ai lavoratori.
La Fiat apre in Serbia ma chiude in Italia, fa joint venture con la Opel in America ma non fa venture in Italia, anzi a Termini Imerese sono sventurati.
Il Governo ricorre ai voti di fiducia, già, la fiducia. Del popolo.
A parlare di popolo ci si sente molto retrò. Bene.
Vogliono guarire le ferite della crisi e del malaffare con il cemento. E costruiscono bare per il paesaggio, amplificano gli alveari di cemento, sfiniscono il popolo anelante alle mille case sfitte.
Popolo, ancora questa parola retrò. Benissimo.

Dicono dall’Europa che il crocefisso offende la gente, ma non dicono nulla a Gheddafi che dal suo pulpito di harem di Stato insulta Gesù Cristo e la nostra religione, dicendo che sulla Croce non c’era Lui ma un sosia.
Il nostro popolo non capisce più, è rimbombato rincretinito rintronato dal rumore di fondo dei media della comunicazione del delirioglobale finanziario sociale morale.
Il popolo. Benissimo.

Io nel mio popolo non ci credo più. Non ci ho mai creduto.
Ma non c’è un fedele più attento e sincero di chi non riesce a credere fino in fondo.

venerdì 13 novembre 2009

La crisi è in crisi

La crisi è in crisi,
se lo vogliamo, se ci crediamo, se ci critichizziamo.
Critica della crisi, crisi della critica, critici contro la critica
Credo nella crisi e critico il Creato.
Cricca di critici creduloni, siete voi i primi a essere in Crisi.
Ma la Crisi rischia la mia Critica, se davvero è incredibile.
E come del resto non andare in crisi, se pure la crisi va in crisi?
Io in crisi ci sto da sempre e non ci sto mai,
preferisco ci stiate voi.
Sempre buoni a giudicare, ma senza palle per criticare
veramente, questa crisi della crisi.
Cripnotica, crimpotente, criogenica, cra cra
La crisi è in crisi, se lo vogliamo.
Ma io no, io nella crisi ci sguazzo.
La crisi è fonte di critica, e la critica è fonte di crisi
Io non lo voglio, questo Creato in crisi.
Sono in crisi ma non per colpa della crisi
Craieutica, verità della crisi
Tenaglie per tirar fuori la verità...
dalla bocca della Crisi
Ma io alla crisi ci tengo, e critico chi non ha mai crisi
CRISI CRISI CRISI CRISI CRISI CRISI CRISI

venerdì 9 ottobre 2009

Il presente non sempre coincide con il rumore dell'attualità

Oggi, qui e ora, c'è il rischio concreto di fare i surfisti della storia. E fra l'overload informativo a me tanto caro, fra la scialba de-cultura delle nuove generazioni, fra l'inconsapevolezza assunta a valore e il valore della consapevolezza, ce n'è di carne al fuoco.

Qui un lungo ma fecondo dibattito (con le utilissime trascrizioni per temi) che fa riflettere molto sulla estrema, irrinunciabile necessità che tutti nel nostro piccolo abbiamo di volare alto. Noi nel nostro piccolo, noi nel nostro grande.
Riscoprire i grandi del pensiero, se si fa politica attiva o se ci si vuole attivare nella politica.

di seguito un pezzo da discutere e analizzare, del professor Marramao
"(i grillini, i giovani che fanno i blog......) Vanno un po’ sul facile, sono dei surfisti della storia. Io tra l’altro nei miei lavori ho spiegato che il presente non sempre coincide con il rumore dell’attualità. Bisogna stare attenti, perché chi è intontito dal rumore dell’attualità, spesse volte è colto di sorpresa dall’irrompere di alcuni eventi”.
“Intanto i giovani dovrebbero sapere che Gramsci è un autore poco studiato oggi in Italia, ma studiatissimo nel mondo, in particolare se uno si va a guardare i più sofisticati intellettuali post-coloniali che operano nelle principali università statunitensi
"...

Essere intontiti dal rumore dell'attualità e non accorgersi che qui e ora si vivono momenti di rottura storica....

E poi ancora troverete spunti di riflessione e apprendimento sul "reincanto della politica versus il disincanto della politica", sulla attuale "deculturalizzazione della politica", sulla facoltà di Scienze della Comunicazione e sulle "chimere professionali", sulla figura dell'intellettuale collettivo gramsciano.
E poi avventure nelle definizioni di "teologia politica" applicate alle singolarità irriducibili versus "la dinamica delle associazioni che è sempre plurale". La Biopolitica, of course.

E poi la conoscenza dialogica nell'accezione greca del termine, e la dicotomia "informare versus educare".

La politica e gli assoluti.
"Volare alto per esporsi alla vista dei popoli".....

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