venerdì 9 dicembre 2011

Ratti e baratti

La moneta unica va a picco, l’Europa ci dà picche, il Governo ci piccona portafoglio e anime.

Le banche si sbancano, il territorio è in dissesto, non c’è un sesterzio e forse ci torneremo, alla moneta antica, alla lira che non si suona ma ci suonerà.

Una volta avevamo un premier che andava a puttane, ora ci andremo noi, figuratamente è ovvio. Anche il premier ci andava, figuratamente. In realtà la prostituzione propriamente detta, brutta e cattiva, è solo quella dei sobborghi degradati vialoni industriali e periferie, quella nei salotti è escortanza, altra roba altra classe.

Ma la dissertazione sulla necessità liberalizzatrice e sui danni del proibizionismo moralisticosegaiolo la faremo in altri luoghi.

Volevo solo dire che una soluzione ce l’ho.

Torniamo alla produzione diretta, torniamo al baratto. Contro la finanziarizzazione imbelle, che si incula da sola, per giunta, ecco, torniamo ai ba-ratti. Sono pure empatici, i cari roditori….

(immagine presa dalla prima pagina del Corriere della Sera, nove dicembre duemilaundici)

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