sabato 3 dicembre 2011

ABOUT OLIVER IN CUCINA/ Laudi et incazzature di uno che va per ristoranti

Cronache del pensiero, dalle tavole italiane.
Descrizioni emotive, i dettagli i menu e le semiotiche del piatto li trovate da altre parti.
Legami fra cucina e società, antropologia dell'andar per ristoranti e io sono il mio primo oggetto di studio.
Una sezione del Frullatore di utilità sociale e di teorizzazione palatesca. Non pilatesca, si badi, qua non si lesinano critiche a chi disturba i palati altrui, esigendo per questo compensazioni economiche.
Utilità sociale, perchè prima dei mulini a vento e delle cospirazioni finanziarie, intendo combattere i furbetti della tavola, i fedifraghi della convivialità e i lazzaroni che ti fanno incazzare quando vai a cena fuori, rifilandoti robaccia e spellandoti il portafoglio. Altresì, intendo laudare et glorificare i paladini della buona tavola al prezzo giusto, anche se il prezzo giusto è alto ma si sa, il cibo merita esborsi economici e una buona morte, per me, sarebbe quella con la panza piena.
Teorizzazione palatesca, perchè il cibo è stretto parente della filosofia. Puoi studiarlo per tutta la vita, ma non avrai mai la soluzione e la teoria perfetta. E così come nella filosofia c'è lo studioso accademico ma ognuno è filosofo di sé stesso, così per il cibo la speculazione interiore ha cittadinanza quanto la professionale analisi del piatto e delle materie prime.
Detesto chi parla senza sapere, quindi qui non ci si avventura in dotte recensioni da guide pneumatiche e gamberi color cocomero. Ma si partoriscono visioni a partire dalla tavola. E consigli di esistenza nel vasto mondo del mangiare al ristorante.

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